Oltre Uber, ora i taxi puntano sull'AI: Giappone in prima linea





Oltre Uber, ora i taxi puntano sull'AI: Giappone in prima linea



Ridurre i tempi di attesa e ottimizzare il servizio: nasce con quest'obiettivo la partnership tra Accenture, Toyota, Japan Taxi e Kddi. Un algoritmo e un'App aiutano i conducenti a ottenere previsioni accurate e pianificare la giornata di lavoro Tra le potenzialità dell'intelligenza artificiale applicata al mondo dell'automotive c'è quella di rivoluzionare il servizio taxi, rendendolo più efficiente e ottimizzandolo sulla base della domanda. E' quanto si sta sperimentando in Giappone con il progetto pilota che vede coinvolte Accenture, Toyota, Japan Taxi, e Kddi, con i primi test in corso nell'area metropolitana di Tokyo. Il sistema nato da questa collaborazione, che nei primi test ha raggiunto un livello di accuratezza del 94% rispetto alle informazioni che è in grado di fornire ai conducenti, permette di elaborare previsioni circa la domanda di servizi taxi utilizzando l'intelligenza artificiale, grazie all'integrazione dei dati di log delle prenotazioni con le previsioni demografiche e le informazioni relative ad altri fattori, come gli eventi in programma in città, che influenzano la domanda del servizio, incrociandole con i tempi e la disponibilità di mezzi di trasporto pubblico. Man mano che vengono elaborate, le previsioni vengono visualizzate dai tassisti su tablet, grazie ad un'app dedicata, e consentono loro di presidiare le aree dove la domanda è superiore, riducendo i tempi di attesa dei clienti e incrementando le vendite. Il ruolo di Accenture all'interno del progetto pilota è stato principalmente nella definizione dei requisiti del progetto insieme alle 3 aziende partner, e nello sviluppo dell'algoritmo di analisi per l'intelligenza artificiale. La sperimentazione è partita a febbraio sui mezzi di Nihon Kotsu, società affiliata di Japan Taxi: una mappa sul tablet dei tassisti mostra loro le previsioni sul numero di taxi che saranno occupati nelle diverse aree della città, consentendo loro di posizionarsi dove ritengono sia più conveniente. Fonte www.corrierecomunicazioni.it

2018-03-15